Una città sospesa fra storia e Adriatico
Ortona sorge su un promontorio circondato da vigneti, davanti a una costa che cambia carattere procedendo verso sud. Le origini sono antiche, ma la città visibile oggi è stata segnata in profondità da distruzioni e ricostruzioni.
La battaglia del dicembre 1943 devastò il centro e fece chiamare Ortona la Stalingrado d'Italia. Gran parte del patrimonio artistico andò perduto, ma castello, basilica, strade e musei permettono ancora di leggere quella frattura senza nasconderla.
Le reliquie di San Tommaso arrivarono da Chio nel 1258 e restano al centro della vita cittadina. Sotto il promontorio il porto conserva l'identità marittima di Ortona; oltre comincia la Costa dei Trabocchi, quella «catena di promontori e golfi lunati» resa memorabile da d'Annunzio.
Il contrasto fra le spiagge sabbiose a nord e le cale, le falesie e i profumi mediterranei di Ripari di Giobbe e Acquabella dà a Ortona più di un'identità balneare.









