Il balcone fra i due Corni
Il Rifugio Franchetti fu edificato dal Club Alpino Italiano nel 1960. Si trova a 2.433 metri su uno sperone roccioso nel Vallone delle Cornacchie, incastonato fra Corno Grande e Corno Piccolo, e porta il nome dell’alpinista barone Carlo Franchetti.
È costruito in pietra calcarea e rivestito in legno. Da qui partono vie verso le cime e si raggiunge l’area del Calderone, oggi frammentata in due piccoli corpi glaciali. Ma il Franchetti può essere una destinazione piena anche senza proseguire più in alto.
Essenziale, genuino e cordiale
Il rifugio è in stile alpino classico: essenziale, genuino e cordiale. La terrazza regala una vista bellissima sulla vallata abruzzese e sulle cime del Gran Sasso. Il mio consiglio è pernottare per vedere alba e tramonto; al mattino si possono osservare gli alpinisti sulle pareti del Corno Piccolo.
I 23 posti sono distribuiti in camerate con letti a castello. La cucina è rustica — salumi, formaggi, polenta, fagioli e piatti di montagna — e contribuisce a rendere l’esperienza memorabile. Aperture, servizi e prenotazioni vanno controllati direttamente con i gestori.
Come arrivare al Franchetti
Dalla Madonnina il percorso ufficiale richiede indicativamente poco più di un’ora; dalla Piana del Laghetto il rifugio indica circa due ore o due ore e mezza. Il sentiero entra nel Vallone delle Cornacchie e, pur non essendo una via alpinistica, richiede fiato, passo sicuro e scarponi adatti.
Non bisogna basarsi su vecchi orari degli impianti. Prima della partenza è necessario verificare accessi, funzionamento degli impianti, meteo e modalità di prenotazione sulle fonti ufficiali. In montagna portare acqua e procedere al proprio ritmo non è un dettaglio, è parte della sicurezza.