Bryce mi ha affascinato perfino più del Grand Canyon. È un confronto personale, ma restituisce lo stupore: qui la geologia non resta lontana, scende intorno ai sentieri e diventa quasi un'architettura.
A nord del Grand Canyon si trova Bryce Canyon, che nel mio ricordo è probabilmente ancora più affascinante dello stesso Grand Canyon. La definizione è personale, ma nasce dall'effetto immediato di migliaia di pinnacoli riuniti sotto il bordo dell'altopiano: un paesaggio più raccolto e quasi teatrale.
Il nome può trarre in inganno: Bryce non è un unico canyon, bensì una serie di anfiteatri naturali. Il National Park Service indica gelo-disgelo e pioggia come principali scultori degli hoodoo. Il risultato è un enorme anfiteatro impietrito da pinnacoli di roccia.
La prima caratteristica che colpisce è il colore. Le rocce passano dal rosa al rosso, dall'arancio al bianco a seconda dell'ora e dell'inclinazione della luce. Alba e prime ore del mattino fanno emergere torri, finestre e creste che a mezzogiorno sembrano più piatte.
Dal bordo partono sentieri di varia difficoltà. Scendere fra gli hoodoo con Navajo Loop e Queen's Garden rende visibile la scala delle formazioni; chi preferisce un percorso più semplice può seguire tratti del Rim Trail e fermarsi ai punti panoramici. Anche una passeggiata breve richiede di ricordare che il ritorno è in salita.
L'altitudine rende l'aria più fresca rispetto ai deserti vicini e porta neve e ghiaccio per parte dell'anno. Scarpe adatte, acqua e controllo delle condizioni dei sentieri sono essenziali. Bryce premia soprattutto chi gli concede tempo sufficiente per vedere cambiare la luce.
Fotografie del Bryce Canyon
Crediti della fotografia esterna
Dove si trova Bryce Canyon
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