Matala è piccola e si visita a piedi. Il centro è turistico ma conserva un’identità riconoscibile, fatta di murales, musica e richiami alla stagione hippy. La baia guarda a ovest: restare fino al tramonto è spesso la scelta più bella.
Dalla spiaggia si osservano bene le cavità nella parete settentrionale. In mare aperto può esserci onda e il fondale diventa rapidamente più profondo rispetto alle lagune dell’ovest.
Fuori dalle ore centrali emerge meglio il carattere del paese. Le strade decorate conducono alla baia in pochi minuti, i tavolini si affacciano verso il mare e la falesia accompagna ogni vista. Fermarsi una notte consente di conoscere una Matala più tranquilla rispetto alla semplice escursione giornaliera.
La luce del pomeriggio entra frontalmente nella baia e mette in risalto il colore caldo della roccia. È il momento in cui il villaggio, le grotte e il mare sembrano appartenere allo stesso paesaggio, prima che inizi l’atmosfera serale.
Le cavità hanno avuto funzioni diverse nel tempo, tra cui sepolture in epoca antica. Nel Novecento furono abitate temporaneamente da viaggiatori e artisti, contribuendo alla leggenda moderna di Matala. L’accesso può essere regolato: segui indicazioni, orari e divieti presenti sul posto.
Dal paese parte un sentiero che supera il promontorio verso Kokkini Ammos, conosciuta come Red Beach. Il tracciato è breve ma ripido, esposto al sole e da affrontare con calzature adeguate. Valuta sempre caldo, vento e condizioni personali.
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