Dalla strada nazionale, in direzione del centro di Pineto, si svolta verso la collina per raggiungere la frazione di Mutignano, quella che era la Pineto storica. Mutignano è un borgo medievale che si trova a 321 metri sul livello del mare; lungo la strada collinare che conduce al paese si può godere di un panorama eccezionale.
È uno dei luoghi in cui la storia dell’entroterra abruzzese incontra il paesaggio della costa. Il centro conserva l’impianto del borgo, un corso principale, piccoli vicoli laterali, piazze ed edifici religiosi. Da quassù si capisce bene il legame tra Mutignano, le colline coltivate e la moderna Pineto sul litorale.
Il borgo antico fra vicoli, piazze e panorami
L’abitato si sviluppa soprattutto lungo Corso Umberto I, dal quale si diramano stradine, archi e piazzette. Una parte consistente degli edifici visibili risale all’Ottocento e all’età moderna, mentre la struttura conserva la memoria del nucleo più antico.
Procedendo nel centro si raggiunge Parco Castellaro, considerato uno dei punti originari dell’insediamento medievale. Qui sarebbe sorta una delle prime chiese di Mutignano, dedicata alla Santissima Trinità e oggi scomparsa. Il toponimo Castellaro conserva il ricordo dell’antica fortificazione.
Mi piace percorrerlo lentamente: Parco Castellaro, Via Castellaro, Piazza Risorgimento, Via di Sotto, Corso Umberto I, Piazza Sant’Antonio, Via del Pozzo, Piazza San Silvestro e Via Madonna compongono un itinerario compatto. Una targa in ceramica raccoglie le tappe principali e aiuta a leggerne la struttura.
Dalle origini medievali alla nascita della moderna Pineto
Le origini dell’insediamento sono molto antiche. Nel 958 Mutignano compare fra i beni sottoposti alla giurisdizione della diocesi di Penne; tra XII e XIII secolo il feudo crebbe e dal 1251 entrò nella nuova diocesi di Atri, pur restando legato all’abbazia di San Giovanni in Venere.
Il nome ha avuto numerose forme — Mitiguanum, Mitignano, Metignano, Mutignani — e diverse interpretazioni. Le ipotesi locali lo hanno collegato ai culti agricoli, al legname del monte o ai corsi d’acqua; la lettura ritenuta più plausibile lo riconduce invece al nome personale romano Mutius, trasformato in Mutinius o Muttinius: un antico prediale derivato dal proprietario di un fondo.
Nel 1462 Ferrante I d’Aragona restituì il feudo a Giulio Antonio Acquaviva. A questa fase viene collegato il ripopolamento con gruppi slavi provenienti dall’antica Ragusa, oggi Dubrovnik, ai quali la tradizione attribuisce la diffusione del culto di Sant’Ilario e la costruzione della scomparsa chiesa della Santissima Trinità.
Dopo secoli di rapporti con Atri, Mutignano se ne separò nel 1729. Tra Ottocento e Novecento attraversò diversi cambiamenti amministrativi: nel 1927 il Comune fu aggregato ad Atri, venne ricostituito nel 1929 e il 30 maggio 1930 la sede comunale fu trasferita a Pineto. Mutignano rimase frazione, mentre il centro costiero assunse progressivamente il ruolo amministrativo principale.
San Silvestro e Andrea De Litio
Nella chiesa di San Silvestro, caratterizzata dall’ingresso sotto il campanile, si possono ammirare una preziosa croce astile attribuita a Nicola da Guardiagrele e un dipinto quattrocentesco di Andrea De Litio. Questa singolare facciata con torre campanaria sovrapposta all’ingresso viene avvicinata dalle ricostruzioni architettoniche al modello del Westwerk.
L’origine dell’edificio risale al Medioevo, forse alla seconda metà del Duecento, con il possibile riuso di strutture del precedente castello. La chiesa è costruita soprattutto in laterizio, ha una sola navata e una copertura a capriate lignee. Lastre scolpite di un antico ambone, capitelli decorati e altri frammenti lapidei raccontano le sue fasi più antiche.
La pala di San Silvestro
Il cuore artistico è la grande pala dell’altare maggiore attribuita ad Andrea De Litio, uno dei protagonisti del Rinascimento abruzzese. L’opera, probabilmente eseguita intorno al 1465 negli anni del ciclo pittorico del Duomo di Atri, mostra San Silvestro benedicente circondato da episodi della sua vita: il Battesimo di Costantino, la disputa con i rabbini, il miracolo del toro resuscitato e quello del drago.
La composizione articolata è stata definita un retablo. Nella costruzione prospettica e geometrica si riconosce l’influenza di Piero della Francesca, insieme a richiami alla cultura fiorentina di Beato Angelico e Domenico Veneziano. Un dettaglio curioso lega il pittore al luogo: la documentazione ricorda Andrea De Litio come proprietario di una vigna nel territorio mutignanese, forse ricevuta come compenso per il lavoro.
Gli altri tesori della chiesa
San Silvestro conserva inoltre una croce processionale in argento con tracce di smalti medievali, una fonte battesimale barocca, un’acquasantiera decorata con pesci, oreficerie, paramenti e un affresco cinquecentesco con la Madonna, il Bambino, San Biagio e Santa Reparata. Nella sacrestia sono custodite opere provenienti da altri edifici religiosi, compresa una Madonna con Bambino ispirata alla Madonna Bridgewater di Raffaello.
Santa Maria della Consolazione
Da visitare anche la chiesa a croce greca di Santa Maria della Consolazione, risalente al 1408. Sorge lungo la strada proveniente da Pineto, poco prima dell’ingresso nel borgo, nella località chiamata Cona: un nome probabilmente legato alla parola “icona” e all’immagine sacra venerata in questo luogo.
La pianta originaria a croce greca fu modificata profondamente dopo la Seconda guerra mondiale. I danni bellici, gli smottamenti e la demolizione del braccio occidentale trasformarono l’edificio in una chiesa a navata unica. Vecchie fotografie documentavano affreschi dei secoli XV e XVI, fra cui una Madonna con Bambino e un San Sebastiano; già nel 1924 ne veniva richiesto il restauro.
La chiesa è legata anche alla grave carestia del 1816-1817, durante la quale le testimonianze locali ricordano circa 366 vittime. Esaurito lo spazio per le sepolture nella parrocchiale, dal 29 giugno 1816 i defunti furono deposti qui; dal 1890 le sepolture passarono al nuovo cimitero. Alla Consolazione viene inoltre collegata la croce astile cesellata e niellata attribuita a Nicola Gallucci da Guardiagrele, datata intorno al 1450 e poi conservata nella sacrestia di San Silvestro.
Sant’Antonio e l’Auditorium
Da visitare anche l’Auditorium di Sant’Antonio, ricavato nella chiesa barocca del Settecento che si affaccia sull’omonima piazza. Il restauro ha conservato una testimonianza della vita religiosa del borgo e le ha dato una nuova funzione culturale.
Cosa vedere a Mutignano
La visita può seguire un percorso semplice, da fare con calma e con scarpe comode. Il cuore del borgo è raccolto, ma vale la pena fermarsi davanti alle chiese e cercare i varchi che si aprono verso il mare.
- Parco Castellaro, fra i nuclei più antichi dell’insediamento medievale.
- Corso Umberto I, Via Castellaro e Via di Sotto, per leggere la trama del centro storico.
- Piazza Sant’Antonio e l’Auditorium ricavato nella chiesa settecentesca.
- Piazza San Silvestro e la chiesa che custodisce il patrimonio artistico più importante.
- Via Madonna e Santa Maria della Consolazione, lungo l’ingresso al borgo dalla costa.
- I belvedere, con vedute sulle colline, i calanchi, Pineto e l’Adriatico.
Visitare Mutignano significa scoprire l’altra anima di Pineto. A pochi chilometri dalle spiagge e dalla Torre di Cerrano si trova un borgo segnato da feudi, rapporti con Atri, tradizioni religiose e opere d’arte. Il contrasto con il mare rende questa deviazione ancora più interessante.
Fotografie di Mutignano e delle colline
Le immagini seguono i vicoli, gli archi e i punti panoramici. Le miniature sono leggere; la fotografia grande viene caricata soltanto quando la si apre.
Video di Mutignano
Il panorama sul mare
Il primo filmato mostra ciò che rende speciale la salita: il borgo guarda le colline e la costa di Pineto, con l’Adriatico che resta visibile oltre i campi.
Una visita nel borgo
Il secondo video attraversa Mutignano e permette di riconoscere strade, chiese e scorci prima o dopo la passeggiata.
Mappa di Mutignano
I marcatori indicano i principali luoghi del borgo. Arrivando da Pineto si incontra prima Santa Maria della Consolazione; proseguendo si raggiungono San Silvestro, Sant’Antonio e Parco Castellaro.
Domande frequenti su Mutignano
Cosa vedere a Mutignano?
A Mutignano vale la pena percorrere Corso Umberto I e i vicoli del borgo, raggiungere Parco Castellaro, visitare San Silvestro, Sant’Antonio e Santa Maria della Consolazione e fermarsi nei punti panoramici sull’Adriatico.
Dove si trova Mutignano?
Mutignano è una frazione collinare del Comune di Pineto, in provincia di Teramo, a circa 321 metri sul livello del mare e a pochi chilometri dalla costa adriatica.
Cosa c’è nella Chiesa di San Silvestro a Mutignano?
La Chiesa di San Silvestro conserva la pala quattrocentesca attribuita ad Andrea De Litio, sculture medievali, opere provenienti da altri edifici religiosi e preziose testimonianze della storia artistica locale.
Qual è il rapporto tra Mutignano e Pineto?
Mutignano fu il centro amministrativo originario: il 30 maggio 1930 la sede comunale venne trasferita al nuovo abitato costiero, che prese il nome di Pineto, mentre Mutignano ne divenne una frazione.
Come si arriva a Mutignano da Pineto?
Dal centro di Pineto si segue la strada che sale verso le colline e Mutignano. Il dislivello rende più pratici l’auto, la bicicletta per chi è allenato o un collegamento locale pianificato.