In breve: la poesia non descrive Pineto in Abruzzo, ma una pineta della Versilia. Il suo titolo ispirò però Luigi Corrado Filiani nella scelta del nome della località nata attorno alla nuova pineta sul mare.
Gabriele D’Annunzio è sicuramente tra i poeti abruzzesi più famosi insieme a Ignazio Silone e Ennio Flaiano.
Al centro di questa poesia c’è l’amore del poeta per Eleonora Duse, la bellissima attrice con cui D’Annunzio ebbe una relazione.
La pioggia nel pineto parla di una passeggiata estiva in campagna insieme al suo amore: la pioggia improvvisa li sorprende sotto una pineta, regalando loro un’atmosfera intima e suggestiva.
Il poeta si immerge nel paesaggio e nelle suggestioni che il temporale e la pineta gli regalano, assaporando i rumori della natura e il picchiettare dell’acqua. La lirica fu composta nell’estate del 1902, durante il soggiorno di D’Annunzio alla Versiliana, e fa parte di Alcyone. Il luogo poetico è dunque la Versilia; il rapporto con Pineto nasce in seguito, attraverso il nome scelto per la città.
L’origine del nome di Pineto
La pineta di Pineto deve la nascita alla lungimiranza di Luigi Corrado Filiani che, nel 1923, nonostante molti ostacoli riuscì a piantare sul litorale più di 2.000 pini da pinoli (Pinus pinea).
La poesia di D’Annunzio ispirò Filiani a cambiare il nome della frazione di Mutignano da Villa Filiani a Pineto. Il nuovo nome richiamava così sia la pineta appena realizzata sia la celebre lirica dannunziana; nel 1930 Pineto divenne anche il nome del comune e la sede municipale fu trasferita dalla collina alla costa.
Se in estate doveste trovarvi sotto questa pineta durante un temporale, rileggete la poesia dannunziana per assaporarne in pieno la ricerca dei sensi del poeta.
D’Annunzio era un esperto di Mindfulness a sua insaputa :-).
Il testo della poesia
Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude, o Ermione.
Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell’aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirto silvestre, d’arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall’umida ombra remota. Più sordo e più fioco s’allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s’ode voce del mare. Or s’ode su tutta la fronda crosciare l’argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell’aria è muta; ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell’ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione.
Piove su le tue ciglia nere sicché par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l’erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti (e il verde vigor rude ci allaccia i malleoli c’intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’illude, o Ermione.
Poesia recitata in musica
Roberto Herlitzka recita LA PIOGGIA NEL PINETO con Mahler Sinfonia No 5
Domande frequenti su La pioggia nel pineto
Dove è ambientata La pioggia nel pineto?
La lirica è ambientata nella pineta della Versilia, in Toscana, e fu composta nell’estate del 1902 durante il soggiorno di D’Annunzio alla Versiliana.
Perché Pineto si chiama così?
Il nome richiama la pineta litoranea voluta da Luigi Corrado Filiani e fu scelto anche in omaggio alla celebre poesia di Gabriele D’Annunzio.
Chi è Ermione nella poesia?
Ermione è il nome poetico con cui D’Annunzio si rivolge alla donna amata, identificata con l’attrice Eleonora Duse.